La "nuova" sfida: un mondo mobile (ma non solo)

Osservando i risultati di un recente sondaggio di Dimensional Research (commissionato da Embarcadero Technologies) si trova un riscontro oggettivo della crescente richiesta di applicazioni mobile che gli sviluppatori si trovano a fronteggiare.

Il sondaggio, svolto nell’agosto 2013, era specificamente rivolto a sviluppatori con esperienza e responsabilità in ambito Windows desktop ed ha raggiunto un campione di circa 1300 soggetti in tutto il mondo (53% EMEA, 25% America, 22% Asia Pacific). Vediamo insieme alcuni punti fondamentali emersi dagli sviluppatori intervistati e, sulla base di questi dati, cerchiamo di fare qualche considerazione.

Il mondo è mobile

Una larghissima fetta degli intervistati (85% circa) ha ricevuto la richiesta di sviluppare applicazioni per il mondo mobile. 

Una percentuale così alta indica che non è più ragionevole, per chi vuole essere competitivo sul mercato, ignorare l’esigenza di annoverare fra le proprie competenze lo sviluppo di applicazioni mobile: i clienti lo chiedono con sempre maggiore insistenza e aumenta il rischio che una mancata risposta comporti che si rivolgano ad altri concorrenti, con i rischi del caso.

Le aspettative dell’utente sono elevate

L’86% degli intervistati dichiara che le aspettative dei propri utenti rispetto alle applicazioni mobile da sviluppare sono elevate. 

Ciò significa che l’utente/committente si aspetta di avere dallo sviluppatore un’applicazione bella, veloce e affidabile… Generalmente, il raffronto viene fatto considerando le applicazioni esistenti più diffuse (GMail, FaceBook, Twitter, ecc.). Se da un certo punto di vista è positivo che i nostri utenti/committenti abbiano aspettative elevate, dal punto di vista di chi deve realizzare queste applicazioni significa confrontarsi con prodotti realizzati da team di sviluppatori dedicati, con elevate competenze specifiche, un budget (economico e di tempo di sviluppo) ben proporzionato e che magari hanno avuto il tempo di maturare (non sono certo alla prima versione!).
Certamente una sfida stimolante che però non sempre è supportata da una comprensione, da parte dell’utente/committente, delle difficoltà tecniche, delle competenze da acquisire e dei costi (sia economici che di tempo) che lo sviluppatore deve assorbire per raggiungere l’obiettivo.

Non si tratta di una transizione “vecchio per nuovo”

Il 99% degli intervistati sostiene che dovranno continuare a supportare le attuali applicazioni desktop (e il 95% sostiene che dovranno anche continuarne lo sviluppo).

Come dicevamo, il fardello di cui lo sviluppatore deve farsi carico, in termini di competenze e difficoltà tecniche, per supportare la nuova classe di dispositivi mobile, non è leggero. Purtroppo, non si può nemmeno dire che le risorse necessarie ad affrontare la nuova sfida possano in qualche modo essere recuperate da altri fronti su cui lo sviluppatore è già impegnato: nonostante il forte cambiamento del mercato a favore dei dispositivi mobile, non è ancora il momento (se mai arriverà) per dismettere lo sviluppo desktop.
In particolare, spesso (65%) viene richiesto di “spostare” alcune funzionalità di un’applicazione esistente in modo che siano fruibili su un dispositivo mobile oppure (43%) di replicare le stesse funzionalità dell’applicazione desktop su un dispositivo mobile (aggiungendo piattaforme senza però dismettere quelle esistenti).
Anche se è presente una forte (58%) richiesta anche di applicazioni mobile “nuove”, spesso si tratta di ampliare la compatibilità delle proprie applicazioni rendendole fruibili (in toto o in parte) su nuove piattaforme, trasformando di fatto quella che potrebbe sembrare una transizione netta (butto il desktop, benvenuto tablet o smartphone) in una questione più delicata che introduce il problema di dover poi supportare in ogni fase (analisi, sviluppo, test e deploy) tutte le piattaforme supportate.

Tanti, nuovi e accattivanti ma limitati, a chi importa?

Fra le righe dei dati riportati nei risultati del sondaggio, si intravede quello che è un altro problema di cui non sempre l’utente/committente sembra accorgersi: i nuovi dispositivi, per quanto belli e tecnologicamente sofisticati, hanno alcune limitazioni che possono rivelarsi problematiche per chi deve perseguire l’obiettivo di dare un’esperienza utente di qualità.
Ad esempio, i nuovi dispositivi non sempre hanno capacità di elaborazione comparabili con quelle di un computer “tradizionale” (e lo stesso vale per le capacità di archiviazione disponibili).
Inoltre, il contesto in cui questi dispositivi vengono usati, appunto, mobile, introduce anche limitazioni riguardanti la quantità di informazioni fruibili sul display (considerate anche le caratteristiche di un sistema di input basato su touch e multi-touch) e la connessione dati (in termini di disponibilità, di velocità e di qualità).
La grande varietà di questi dispositivi, che per l’utente/committente spesso viene appiattita in termini di due grandi categorie indistinte (smartphone/tablet), risulta essere un’ulteriore complicazione per lo sviluppatore, cui viene chiesto di garantire non solo un generico funzionamento ma anche un buon livello qualitativo della user-experience fruibile, in ogni caso.
Dato questo scenario è abbastanza comprensibile la preoccupazione degli sviluppatori che, tradotta in cifre nel sondaggio, dichiarano che i propri utenti:
  • si aspettano di avere applicazioni complesse che siano però altrettanto semplici da usare di quelle di base (54%)
  • non considerano le limitazioni dei dispositivi mobile, pensando che possano erogare tutte le funzionalità presenti nel mondo desktop (51%)
  • richiedono che l’applicazione sia disponibile per tutte le piattaforme esistenti (45%)
  • si aspettano delle prestazioni eccessive (28%)

Conclusioni

  1. I dati del sondaggio evidenziano che per moltissimi sviluppatori Windows desktop è giunto il momento di offrire ai propri utenti/committenti delle applicazioni mobile di qualità;
  2. molti di questi sviluppatori sono giustamente intimoriti (o spiazzati) dal numero e dal livello richiesto di competenze tecniche necessarie per fornire un’esperienza all’altezza delle aspettative;
  3. la presenza di diverse piattaforme e di diverse classi di dispositivi mobile da coprire, moltiplica gli sforzi richiesti;
  4. viene comunque richiesto di continuare a supportare attivamente anche le piattaforme desktop, per cui si stanno aggiungendo nuovi fronti, non si tratta di uno scambio;
  5. (parziale conseguenza del punto precedente) molti sviluppatori (95%) riconoscono il valore di avere una soluzione (ambiente di sviluppo) che permetta di avere un approccio unico per lo sviluppo di applicazioni desktop e mobile.
Indubbiamente, un ambiente di sviluppo che permetta di creare applicazioni desktop e mobile che offra agli sviluppatori l’opportunità di avere una singola base di codice da compilare per le principali piattaforme esistenti (Windows, Mac OSX, iOS e Android), potrebbe avere una marcia in più!
Se poi doveste essere già affezionati utilizzatori di uno degli strumenti di sviluppo più produttivi di sempre, non vi resta che procurarvi la versione XE5 e farci un giro 🙂

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